tanto pe’ scattà

Oggi vi racconto una storia. Piccola ma carina. E molto liberamente tratta da una storia vera.

Un giorno una ragazza aveva deciso di partecipare ad un concorso fotografico. Doveva rappresentare la città in qualsiasi modo, in modo da farne sentire il cuore pulsante, la forza delle persone, la bellezza dei luoghi. Insomma in poche parole doveva creare uno spot pubblicitario.

Si era iscritta piena di entusiasmo, di creatività e di voglia. Presa in mano la sua reflex, aveva iniziato a camminare. Voleva essere originale perché sapeva che gli altri iscritti al concorso avevano idee molto belle. Chi aveva optato per  i monumenti e le statue ripresi con estetica anni ’60, chi aveva imbracciato il grandangolo per delle panoramiche irreali, chi pensava a dei modelli in primo piano che ispirassero bellezza e gioventù, chi avrebbe giocato il tutto per tutto con la post produzione.

Si era svegliata presto, ma ancora alle 10 di mattina non aveva scattato nemmeno una foto. Conosceva ormai tutti gli scorci del centro, i colli, le case medioevali e quelle rinascimentali, le scritte, i porticati per non parlare delle chiese e dei giardini. La luce stava cambiando e non c’era ispirazione.

Decise allora di andare a rinfrescarsi alla fontana del piccolo chiostro della grande chiesa. Sovrappensiero si aggirava fra i contadini presenti lì per il mercato. Uno di loro la aiutò a liberare la fontana dalle cassette di frutta per farla bere comodamente. Poi le sorrise coi suoi pochi denti e le sue mille rughe.

Una contadina china sulle cassette delle patate la guardò ed in dialetto le chiese cosa aveva da essere così triste. Le regalò un uovo fresco di giornata. Poi un’altra si avvicinò ed un’altra ancora diede una voce da lontano. In un istante la ragazza capì di aver trovato il tema del suo personalissimo concorso. Spiegò tutto a chi si avvicinava e chiese di poter fare qualche foto. Qualcuno più orso si allontanò con le braccia conserte, altre si schernirono dicendo di non essere mica Sofia Loren ma si misero ugualmente il vestito in ordine. La fotografa iniziò a scattare. Persone umili, curate, lavoratrici, anziane e giovani. Persone che passavano, clienti, amici, ragazzi che marinavano la scuola. In meno di un’ora aveva un intero book fotografico.

Io l’ho vista tornare una paio di settimane dopo, in un assolato sabato mattina. Aveva indosso la stessa tuta e una maglietta leggera. Un paio di grandi occhiali da sole, la sua immancabile macchina fotografica e un mucchio di stampe. E, ovviamente, un grande sorriso.

Si è fermata da tutti per mostrare le foto che aveva fatto e per regalare ad ogni modello e modella le foto che gli aveva scattato. Sono belle foto. Fatte con il cuore. Rappresentano la bellezza e la fierezza delle persone, di ogni persona. Ogni giorno.

Non so se vincerà il concorso, mi sembra sia andata un po’ fuori tema. Ma gli abbracci e i sorrisi commossi di quei contadini sono un premio infinitamente più grande.

7 pensieri su “tanto pe’ scattà

  1. In realtà non credo sia andata tanto fuori tema sta ragazza: le foto fatte con il cuore non saranno molto “tecniche” ma parlano un linguaggio universale. In bocca al lupo alla ns fotografa: io tifo per lei!

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