Le vecchie passioni

 

Alle volte i ricordi sono intensi. Altre volte sono intense le sensazioni. Capita anche che le passioni siano intense.
Ecco, io ho una passione intensa per la scrittura. Non sono bravo, ma alle volte c’è una valvola che va in pressione e io la sfogo mettendomi a scrivere. Quello che esce fuori non è un granché, almeno credo, e se lo rileggo dopo qualche tempo mi sembra ridicolo o superato.
Scrivere qui sul blog mi aiuta a tenere a bada questa valvola. Ma mettere giù un racconto è una cosa diversa.

Poi un giorno un’amica blogger che conoscete anche voi (e  se non la conoscete andate subito a trovarla qui) è arrivata con un aperitivo e una proposta per una collaborazione da internauti. Una di quelle cose che ne senti parlare ma non ti capitano mai. Ebbene, a me è capitato.

Mi ha chiesto (senza rendersene conto) di mettere la mia parte più nascosta, nel luogo più pubblico che esista, cioè il suo blog. Detto in parole povere mi ha chiesto di scrivere una serie di racconti da pubblicare. Se non avete mai scritto nulla di questo genere, è difficile da spiegare. Un racconto non è solamente una pagina bianca da riempire, ma una pagina bianca in cui riversare se stessi. E questo non è facile. Non è facile ma ci sto provando.

E così adesso le mie ansie e le mie paure sono realtà. Cosa ne penseranno gli altri? Sarà scritto in modo leggibile? Avranno un po’ di comprensione per il mio stile stentato, le parole che non fluiscono, i concetti strampalati? Insomma come andrà?

Se volete saperlo, qui trovate la prima puntata, le altre seguiranno una via l’altra per un po’ di tempo…. e fatemi sapere cosa ne pensate… ogni autore vive degli applausi e delle critiche dei propri lettori…

estate e cambiamenti

E si, anche se nei prossimi giorni sembra debba tornare il caldo, per me l’estate è ormai finita ed è tempo di cambiamenti. Alle porte c’è l’autunno e appresso l’inverno. Le stagioni che preferisco. Perché richiedono più impegno, più calore, impegno per fare qualcosa. Insomma le stagioni in cui solo chi vuole veramente può uscire, parlare, gioire e cercare il giusto ritmo per le cose. Finiscono poco a poco le serate calde, quelle passate in giardino, sulla spiaggia o in terrazza. Del resto, tutti lo sanno che il campo di semina d’inverno. E chissà quali semi ci porterà quest’inverno…

Intanto, per prepararmi nel modo migliore, ho deciso di fare un piccolo restyling al blog e cambiare qualche colore e impostazione, ditemi cosa ne pensate… Qualche altra idea è in cantiere per il resto dell’inverno e qualche piccola collaborazione di cui parlerò molto presto. Intanto godiamoci questo piovoso inizio di settembre con il suo fresco e con i suoi nuovi colori…

Visto che i complimenti per la testata e per il nuovo aspetto sono stati così tanti, voglio assolutamente condividerli con troppicolori che mi ha aiutato e consigliato col restyling.

E a voi tutti… Grazie di esserci!!

domeniche pomeriggio…

Solo ieri ero ancora in vacanza, ed invece… subito al lavoro. Mille scadenze, impegni, nuove avventure….

Le domeniche pomeriggio mettono sempre un po’ di nostalgia, una specie di mood negativo o almeno un po’ pessimista, come insegnava il buon vecchio leopardi (o almeno la mia prof me la raccontava in questo modo).

Allora tanto per tirare su il morale, mentre le zanzare cercano di divorarmi un po’ alla volta, aggiungo qui qualche foto della vacanza fatta nei giorni scorsi. Perché tanto anche se non avete avuto un momento per staccare, ormai è arrivata l’estate e prima o poi tutti partiranno per una settimana da qualche parte o potranno prendere qualche giorno di ferie…. Ecco allora un piccolo assaggio delle mie…

Buona settimana a tutti!

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due cose veloci

Oggi ho visto due cose, velocemente. Una alla tv ed una nella realtà.

Una coppia che voleva acquistare un rudere polveroso pieno di buchi, circondato da campi incolti, alla fine di una strada polverosa, a pochi metri da una porcilaia in piena attività che il giorno che sei sotto vento. La coppia sorrideva e tubava davanti all’agente immobiliare immaginando come quei quattro calcinacci tenuti in piedi dal legno marcio sarebbero un giorno diventati una casa piena di comfort e luce.

 

Poi ho visto lo sguardo di un uomo anziano che usciva lentamente dalla macchina. L’uomo era piccolo, magro come una persona che abbia lavorato tutta la vita, ma non dietro una scrivania. I capelli corti, bianchi e radi. Ho incrociato brevemente e lentamente il suo sguardo. Mi ha colpito per la sua tristezza. Come di qualcuno che stesse andando verso il patibolo o verso un’enorme sofferenza. Come se non avesse più alcuna speranza. Non era vestito male, sembrava essere in salute, anziano ma in salute. Ma aveva lo sguardo impaurito …. prostrato. Ecco, per la prima volta in vita mia ho realmente visto il significato di questa parola, per me così strana ed insensata. Ed ho avuto una stretta al cuore. Proprio in senso fisico, non semplicemente figurato. Ho sentito pena per lui. Non potevo fermarmi, non avrei saputo dirgli niente di sensato, non avrei saputo fare niente. Non aveva bisogno di aiuto in quel momento. Ma aveva uno sguardo sofferente. E così, poco dopo, mi sono trovato a darmi dello stupido nel lamentarmi dei miei problemi. Che nello sguardo di un’altra persona scompaiono in un baleno.

 

Ecco, secondo voi cosa ho visto in tv e cosa ho vissuto nella vita reale?

musica per pianoforti caldi

Raphael Gualazzi in concerto

Era un po’ di tempo che non andavo a sentire musica dal vivo e dopo una settimana stancante, questa pausa di allegria ci voleva proprio. Sto parlando del concerto di Gualazzi che ho visto sabato sera. Ma non l’ho esattamente visto, diciamo piuttosto che l’ho vissuto. Si perché lui è un ragazzo magari timido, magari privo del fisico della rock star, magari non si veste di carne di mucca oppure non sfascia la chitarra e non incendia il palco. Ma dategli un pianoforte a coda e vi solleverà le prime file e i palchi e tutto il loggione!

Ragazzi che musica, che sound completo, che assoli fantastici, che suoni meravigliosi, che ritmo e che velocità al piano! Si perché non riesci nemmeno a seguire le mani, tanto vanno spedite e tanto sono le note che producono. Così io e tutto il resto del teatro siamo semplicemente rimasti incantati, muovendo passi e battendo le mani, ballando sul posto e urlando ed applaudendo alla fine delle canzoni. C’era il jazz, quello vero, su quel palcoscenico e quando lo senti non puoi rimanere immobile e non puoi rimanere insensibile. Ti tira su dalla sedia, ti scatena i brividi, ti apre il cuore.

Ed è proprio quello che è successo a me. I problemi della settimana e i pesi dei pensieri si sono fatti più leggeri. Il ritmo mi ha fatto uscire dal mio guscio e tutto sembrava sorridere di più. I colori scintillavano, i suoni viaggiavano e i pensieri …. beh, semplicemente se ne andavano a disturbare qualcun altro…

Ecco perché vi suggerisco di andare a sentire un po’ di musica se vi sentite scarichi. La musica che vi piace, proprio dal vivo, magari in un locale anche piccolo, magari anche quella di un piccolo gruppo di periferia (anche i Beatles hanno iniziato in questo modo…)!

E se volete anche un altro consiglio… cercate le date di Gualazzi vicino casa vostra, è uno spettacolo imperdibile!!!

non voglia di carnevale

in cerca di altri luoghi

Vi dico la verità: io il carnevale non lo sopporto proprio. Sarà una questione di carattere, di fuga da (quasi) qualsiasi obbligo, sarà la tradizione di qualche carnevale della mia zona che è più legato all’alcool che ad altro… il fatto è che a me piace divertirmi, ma quando cercano di obbligarmi a mettere una maschera o a recitare una parte… beh mi sembra di entrare in un ascensore affollato, o nella scena delle maschere di ‘Eyes wide shut’.

Mi piacciono le feste con gli amici, le serate passate a ridere, i travestimenti per divertirsi, le idee originali, gli scherzi e tutto il resto. Ma quando tutto questo si accumula in una sola settimana in cui siamo obbligati a divertirci, allora noncelapossofare!

Lo so, starete pensando che sono vecchio e che i miei ragionamenti sono quelli di un bizzoso anziano come non se ne vedevano dai tempi di Charlse Foster Kane, ma quando mi si prospettano davanti balli in maschera, schiuma spray, coriandoli anche nel risvolto dei pantaloni, ragazze truccate da gatto e tutto il resto… beh, a me viene l’orticaria.

Quindi l’unico modo per uscirne è organizzare una festa con gli amici, mettere insieme quattro stracci e molta fantasia per creare un vestito originale o almeno simpatico e girare in gruppo per le vie del centro per essere seppelliti di stelle filanti. Oppure ritirarsi in un monastero di frati isolazionisti e ritornare la settimana prossima.

Ci sto pensando su.

Intanto ho pensato di non vedere nemmeno un minuto di San Remo. Ma di andare a teatro a sentire un bel concerto live di Gualazzi. Che ne dite, ho fatto una buona scelta?

Nuvole e sereno

nuvole di montagna

Perdo tempo. E’ vero, spesso perdo del tempo. Perdo tempo con cose banali, poco importanti se non secondarie o dannose. Perdo tempo nel traffico, in discussioni inutili, guardando in tv trasmissioni pessime, perdo tempo immobile a fare nulla. Perdo tempo su internet, a ragionare su cose banali, perdo tempo a girare in tondo senza costrutto.

Perdo tempo in continuazione.

Ieri ho parlato al telefono con un’amica molto importante e mi ha ricordato che tutto il tempo che oggi ci sembra infinito, un giorno potrebbe non esserci più. Potremmo perdere quell’ultimo treno, quell’occasione che non tornerà, quell’attimo che continuerà a fuggire. La sua voce era calma, chiara e serena.

E mi ha fatto pensare molto.

Così per questa settimana ho deciso di non perdere tempo o almeno di perderne meno. Scrivere quella lettera, incontrare quell’amico, finire quel compito e quel lavoro. Prendere quella decisione, andare a trovare quella persona. Aiutare chi mi sta intorno. Pensare un po’ di più, scrivere  quel progetto che avevo in sospeso. Insomma smettere di perdere tempo. Qualche piccolo risultato già si vede ed è bello. Come sentirsi più vivi, come svegliarsi il mattino presto in montagna e osservare le nuvole all’orizzonte, sperando in una giornata assolata e fresca.

E voi perdete tempo? Oppure riuscite a fare le cose davvero importanti?