un giorno di musica ed uno di neve

Ci sono periodi in cui sembra che le cose strane ci inseguano o, almeno, ci accadano. Così capita che un pianoforte faccia ingresso in casa e che si abbia bisogno di un buon accordatore.

Un sabato pomeriggio arriva un uomo antico e dinoccolato che con i suoi intercalari strani sembra attirato dalla musica. Visita lo strumento, lo soppesa, lo valuta e lo suona. Poi, fra mille discorsi di tutti i generi inizia a prendere confidenza con i tasti, con le corde tese e meno tese, con i martelletti che non ne vogliono sapere di rientrare nella loro sede.

il pianoforte

Lo smonta pezzo per pezzo e lo seziona, pulendolo al suo interno. Diagnostica un lavoro molto lungo fino a notte inoltrata. Mi dice che io posso uscire e che lo posso lasciare comodamente in casa a finire il suo lavoro. Solo un paio di caffè a fargli compagnia.

Mi sembra una cosa strana ma dopo un po’ che lo vedo armeggiare con lentezza e precisione capisco che non c’è niente da fare. Quell’uomo è stato preso dalla sua passione. Il pianoforte sembra parlare con lui e soprattutto lui sembra parlare con il pianoforte. Ogni tanto, a rompere il silenzio che si è creato, c’è qualche mugugno ritmato, come a seguire un ragionamento che passa nel suo cervello. Poi qualche battuta o qualche domanda.

Ogni martelletto torna lentamente al suo posto, ogni tasto riprende colore, ogni corda riprende il suo accordo. Quando torno, ormai a notte fonda, l’uomo è seduto a fumare e guarda soddisfatto il suo lungo lavoro. Rimontiamo i pezzi, strimpella qualche accordo, mi dice di richiamarlo se ci sono problemi. Raccoglie i suoi attrezzi e se ne va nella notte buia. Se me lo raccontasse qualcun altro, non ci crederei, ma l’ho visto con i miei occhi.

Adesso il pianoforte funziona anche se un paio di tasti non suonano perfettamente, ma io ho paura a richiamare l’accordatore, forse è stato solo un sogno.

Intanto, grazie alla pazienza di un amico di ruadellestelle, sto iniziando ad esercitarmi con le scale e gli accordi. Per la gioia di tutti i vicini. Credo che per il prossimo concerto di Gualazzi dovrei poter essere in grado di duettare con lui (in fondo ho almeno un paio di settimane per imparare). 😉

la città sotto la neve

Infine oggi. Questa mattina la mia città ha deciso di coprirsi di un manto bianco. E non ci sono immagini più belle per uno come me che ama l’inverno e la neve. Che bel regalo di non compleanno!

ps. Se volete leggere qualcos’altro, ho aggiunto una pagina di ‘felicità low cost‘. La potete leggere cliccando qui.

il confronto

Sapersi confrontare è il modo che ho per crescere ed imparare. 

Questa frase la scrisse tempo fa una persona saggia (parola più, parola meno). E l’amicizia è il modo migliore per confrontarsi e quindi per crescere. Perché alcune volte ci accorgiamo di essere immobili, mentre attorno a noi le persone vanno avanti.

Possiamo crogiolarci nel nostro immobilismo, sentirci a nostro agio, sentirci forti delle nostre convinzioni. Ma in realtà se non progrediamo, semplicemente iniziamo a morire. Tutti i giorni vediamo attorno a noi qualcuno che si ferma. E a dire il vero tutto il nostro paese sembra un po’ immobile (scusate il momento di pessimismo generalizzato, ma dovevate aspettarvelo).

Abbiamo paura di cambiare, di peggiorare la nostra situazione, abbiamo paura di alzare la testa e dire la nostra.

Il cambiamento può essere dietro l’angolo, alla nostra portata e soprattutto sta aspettando solamente noi. Cambiamento nel modo di ragionare, nel nostro affrontare il futuro, nel nostro pensiero. Cambiare strada si può e soprattutto è molto facile. Cosa posso fare oggi per cambiare ancora un poco?

Questi sono pensieri sparsi, ancora poco lucidi, ma sono anche il frutto di una bella cena con gli amici. Cena in cui si è parlato di vita, di vegan, di iniziative cittadine, di twitter; una cena in cui abbiamo mangiato perfino una fonduta di cioccolato con biscotti e frutta. Insomma una cena allegra, di quelle che ti fanno andare a dormire contento e riposato.

la sala alla fine della cena

A breve farò una lista di cose che voglio cambiare, forse potrebbe essere una lista di impegni autunnali o invernali, un Fall/Winter Manifesto, o qualcosa del genere, fate voi.

Voi avete voglia di cambiare qualcosa?

dolce lunedì

cheesecake della domenica

Da un po’ di tempo mi capita di notare come il lunedì sia il giorno più difficile della settimana. Ci si risveglia presto, si fa colazione di corsa, si corre al lavoro o ad accompagnare i bambini a scuola e tutto il resto.

Questa settimana però ho cercato un antidoto. O meglio ho cercato di crearmi un antidoto prima ancora di iniziare il lunedì.

E’ domenica sera e ho un po’ di tempo a disposizione dopo le pulizie, il riposo, le chiacchiere. Ho guardato in frigo ed ho trovato tutti gli ingredienti per una torta. Prima di tutto tanto formaggio (quello spalmabile con il nome di una città americana e la ricotta), qualche uovo fresco comperato al mercato, burro. La farina e lo zucchero non mancano, il forno si scalda rapidamente. In quattro e quattr’otto ho cercato una ricetta che facesse al caso mio ed ho messo a cuocere una cheesecake classica e senza pretese, ma buona.

Risvegliarsi il lunedì mattina con un buon dolce da accompagnare al cappuccino è una piccola soddisfazione, soprattutto sapendo che il dolce l’hai fatto tu (e hai un po’ pulito il frigo, che certo non guasta).

una dolce fetta di cheesecake

Fortunatamente il momento creativo non è terminato con il dolce. Dopo cena, in compagnia di entusiasti amici, ci siamo cimentati a fare un pane con diverse farine. Meno di 20 minuti di lavoro, miele, lievito ed un pizzico di cremor tartaro. Poi il forno e 50 minuti di attesa (ingannati rivedendo un pezzo di Avatar). Così il lunedì è ipotecato anche per pranzo e cena, allietato dal sapore di un pezzo di pane fatto in casa (con l’aiuto dell’impastatrice).

Il mio weekend è andato benone nonostante la pioggia, il lunedì si prospetta buono. E il vostro com’è andato? E quale antidoto usate per l’inizio della settimana?

come si inizia bene un giovedì?

Basta finire molto bene un mercoledì!

E come finire bene un mercoledì? Ecco gli ingredienti fondamentali: una cena fatta con cura, ospiti simpatici, biscotti e una torta cioccolato e ricotta fatta dalla tua coinquilina! (Grazie Elena!)

torta di ricotta e cioccolato

Per completare ci sono ingredienti collaterali come: una corsa di qualche chilometro prima di cena, una sorpresa da organizzare per tutti gli amici, qualche idea che frulla in mente (la corsa aiuta a liberare la mente), l’ultimo spettacolo di Guzzanti in Tv. E il gioco è fatto. Solo una tisana prima di vedere il letto. Buonanotte e buongiorno a tutti.

Ps. Grazie a tutti per i commenti, i collegamenti al blog e i retwitt di questi giorni. Sarà autunno ma questo blog sembra che stia vivendo una nuova primavera. Adesso se riesco anche a fare delle foto lo renderò un po’ più accogliente 🙂

Osteria delle stelle

osteria delle stelle

C’era una volta una casa molto ospitale, almeno nelle intenzioni. Una casa che una volta riuniva gli amici per un brunch molto speciale (difficile conciliare carnivori, vegetariani ed intolleranti al latte…), una volta uno shootout di produttori di salsicce, una volta una cena improvvisata ed una volta si trasformava in osteria, con tanto di menù, cuoca provetta e camerieri, per ospitare un bel gruppo di amici.

Questa è la casa che sognavo, piena di allegria, di amici e di fantasia. Una casa con una grande lavagna dove scrivere tutto quello che si vuole, una cucina comoda dove mettersi alla prova, un divano comodo sul quale discutere, guardare un po’ di tv e … addormentarsi (questa parte mi riesce davvero bene)!

Un posto nel quale entrare in un altro luogo, lasciandosi alle spalle i problemi della settimana o del mese. Un posto caldo e accogliente dove mangiare attorno al tavolo (ve lo ricordate, altrimenti lo trovate qui), bere qualcosa di buono e sognare.

Perché? Perché è davvero bello vedere gli amici che entrano in casa e si sentono a proprio agio, pronti per una serata in qualche modo speciale. Perché è bello organizzare una cena complicata per molte persone e vedere la meraviglia nei loro occhi e la curiosità nelle loro domande. Perché è bello svegliarsi una domenica mattina e sentire il fioraio che scampanella per consegnarti una pianta, regalo di chi è entrato la sera prima nell’osteria delle stelle e vuole ricordare insieme a te quel momento. E ricordarti che gli amici sono con te anche nelle nuove avventure.

Ed infine: mi scuso ancora per l’assenza sul blog di questo periodo, ma non temete, ho ancora molto da dire. Se solamente l’elettricista (stavolta non c’entra fastweb) si decide a sistemare definitivamente il collegamento qui a ruadellestelle.

buonadomenica!

L’idillio della domenica e la tragedia del calcio ;-)

La domenica la adoro sempre di più. Soprattutto quelle domeniche in cui ti svegli con comodo, ed inizi a cucinare presto perché sai che arriveranno degli amici a farti compagnia per un pranzo un po’ sui generis. Un pranzo in cui devi incrociare vegetariani ed intolleranti al lattosio, amici che passano a salutare nonostante gli impegni importanti, amici che devono partire presto perché poi sono impegnati in attività benefiche, amici che rimangono tutto il pomeriggio a guardare film sul divano e chiacchierare, amici che, nonostante sia domenica, devono anche andare a lavorare, amici che passano la sera giusto per un aperitivo e poi rimangono a cena per trascorrere le ultime ore prima che la settimana ricominci. Amici che anche se non ci sono ne senti la presenza.

Ecco, io speravo che le domeniche fossero proprio di questo genere a casa mia, piene di gente e di allegria e di discorsi. E se il buongiorno si vede dal mattino, siamo sulla strada giusta.

Da domani, purtroppo, arriverà Sky a rovinare questo idillio. Cioè non è che Sky rovini qualcosa, anzi è una piattaforma piena di informazioni, bei programmi, film… quello che mi preoccupa è il calcio e l’invasione che questo comporterà ogni domenica pomeriggio (per non parlare dei mercoledì di coppa, i sabati di anticipo, il martedì di posticipo e tutto il resto).

Come faremo? (stiamo già studiando un piano, ma se avete delle idee, scrivete quello che vi viene in mente).

elenco delle cose che porterò nel nuovo appartamento

Nel nuovo appartamento porterò i miei libri, o almeno buona parte di essi.

Porterò lo stereo per sentire la musica ed un lettore dvd per rivedere i miei film preferiti, soprattutto quelli dei fratelli Coen. Ma anche Inception, il Gladiatore e perfino qualche film italiano.

Porterò i cappelli, quegli strani cappelli retrò che mi piacciono tanto.

Porterò una grande lampada di vetro e ferro per delle grandi candele con cui illuminare le serate in giardino.

Porterò la macchina del caffè espresso, altrimenti chi si alza la mattina?

Porterò tante penne, matite, pennarelli e gessetti, per scrivere quando mi viene voglia.

Porterò dei bicchieri nuovi, fatti a mano da un artigiano e un grande tagliere per preparare dei piatti prelibati.

Porterò una brocca da mettere sul tavolo perché chiunque arrivi abbia almeno qualcosa da bere.

Porterò il vino, per gli amici nei momenti di festa.

Porterò i miei amici, e le loro idee, per avere un posto dove coltivarle in santa pace.

Porterò i miei sogni, per realizzarli nel migliore dei modi.

Porterò la fantasia e l’allegria ed anche un po’ di buon cibo per trascorrere il tempo insieme.

Porterò il tempo e la serenità, come dovrebbe essercene in ogni casa.

Porterò con me alcuni ricordi chiusi in una scatola ed altri da esporre come trofei.

Porterò con me alcuni quadri ed alcune foto, per ridere e sorridere quando ci poserò l’occhio.

Porterò con me qualche foglio bianco per fissarlo di tanto in tanto.

Porterò con me i cuscini per stare comodo sul letto e sul divano.

Porterò con me … me stesso, lasciando alle spalle tutte quelle cose che non mi piacciono.

Porterò una grande lavagna dove ognuno potrà scrivere quello che vuole.

Porterò una grande libreria per tante piccole e grandi storie.