un giorno per scalare…

Partiamo con le buone maniere: mi scuso con tutti per essere stato un po’ latitante nell’ultima settimana. Ma fra i vari ponti di aprile-maggio, il lavoro che richiede sempre più tempo e la mancanza di lucidità per scrivere qualcosa di sensato… ho preferito aspettare questa giornata.

Questa giornata di sole caldo sulla pelle, questa giornata di allergia e di allegria. Perché è proprio vero, vedere un sorriso, farne uno al mondo può cambiare le prospettive di tante cose. E mi trovo a rivivere alcuni piccoli piaceri che mi stupiscono ogni volta.

La bellezza di un caffè sorseggiato invece che ingollato, la forza di una canzone, il sole che scotta sulla pelle, un odore che vorresti risentire sempre, il sapore di una primavera che quasi non ti aspettavi, la scoperta di una sensazione nuova, quella di riprendere la moto dopo tanti anni e sentire il vento che ti sfiora così da vicino. La voglia di correre a piedi o camminare per chilometri, scalare vette o discendere i dirupi, magari anche fare un bel bagno al mare. Viene quasi voglia di imprese impossibili.

Viene voglia di aprire quel libro di escursioni in montagna che mi hanno regalato due preziosi amici, smetterla di guardare le mappe ed iniziare a percorrere i sentieri.

Ecco, ce ne fossero di giorni così, la vita sarebbe veramente degna di essere vissuta….

ulteriori indizi per un bel fine settimana

Questo fine settimana è stato davvero bello e particolare. Un sabato pieno di luce vissuto dall’inizio alla fine. Un progetto video di cui parlerò prossimamente sta prendendo piede dopo tanti ragionamenti, fantasie, discussioni e confronti. Così abbiamo allestito un mini set, cercato di migliorare le luci, adattare l’arredamento e discusso del personaggio e delle riprese.

Poi abbiamo passato il pomeriggio a fare riprese, prove e tentativi e ad essere sinceri il risultato è piuttosto incoraggiante, di sicuro meglio di quanto mi aspettassi. D’altronde l’assistente e la protagonista ce l’hanno messa tutta, uno leggendo riviste e dandosi da fare e l’altra interpretando il personaggio nel modo migliore.

Poi la sera una pizza veloce e uno spettacolo al cinema (tanto per non perdere il ritmo) a vedere ‘The Raven’ con uno stupendo John Cusack nei panni di Edgar Allan Poe.

Passiamo alla domenica. Pranzo a Norcia, in uno dei migliori ristoranti della zona: Beccofino. E’ inutile parlare dell’ottimo pranzo, se ci siete stati sapete di cosa sto parlando, se ancora non ci avete messo piede, fateci un salto il prima possibile. Difficile descrivere lo sformatino di patate e tartufo o la millefoglie alle fragole, o il pollo fritto con le gelatine di pomodoro e tutti gli altri piatti. Poi una bella passeggiata sul corso, una sosta nel convento di San Benedetto ed un breve giro per negozi dove fare scorta, fra le altre cose, di cioccolato fondente alle nocciole (se date un’occhiata ai post delle scorse settimane capirete perché).

Infine il tardo pomeriggio in casa a guardare qualche bel film, spizzicare ancora un po’ di pane e salame, qualche frutto comprato da un contadino al mercato.

E tutto questo in compagnia delle persone a cui vuoi bene.

Ci sarebbero ancora decine di piccole e grandi cose da raccontare come il sole che ci ha accompagnato il sabato e la domenica, le telefonate di un’amica per dei consigli culinari, i messaggi di un’altra amica per un progetto di Pasquetta, i discorsi e le sensazioni, le cose dette e quelle non dette, la musica, la macchina che va, le riflessioni davanti ad un film intenso anche se un po’ lento e le risate davanti ad un altro film bello e sognatore. Poi la sensazione, bella e forte, di tranquillità. Quella che raramente arriva la domenica pomeriggio.

Così è stato il mio fine settimana. Spero che il vostro sia stato, se possibile, anche migliore. Vi va di raccontarlo?

Io intanto vi propongo una canzone nuova, magari l’avete sentita in radio. Sono gli Island, un gruppo canadese. E il loro singolo si intitola ‘Hallways‘.

Ed ovviamente… buon lunedì!

del perché in una grande città non si sorride camminando per strada

Chiedo scusa a tutti, ancora prima di cominciare. Ma ho notato quanto in una grande città le persone SEMBRINO sorridere meno. Il mio sguardo è  sicuramente superficiale, ma non posso non vedere che le persone hanno sguardi meno allegri.

L’asfalto, il cielo grigio, la fretta, i mille pensieri che ognuno ha. Le parole sono più vuote, le speranze meno forti. I ragazzi si assomigliano come se fossero una grande famiglia. Lo stesso taglio di capelli anni ’80, le stesse snikers ai piedi ma con un colore diverso, le maglie larghe, gli stessi occhiali. I capelli rasati corti ai lati, una cresta più o meno accennata, il rossetto marcato come quella cantante che andava tanto di moda.

Gli adulti hanno la giacca d’ordinanza, una stretta della mano vigorosa ed uguale a mille altre. L’accento marcato di chi domina quella parte di mondo, il passo lungo, il cellulare perennemente in funzione come quelli che non hanno tempo (da perdere) per fare nulla, nemmeno per badare a dove mettono i piedi.

Lei aveva la cuffietta nelle orecchie, un vestito più leggero per l’arrivo della primavera, i capelli castani lunghi alle spalle e mossi, un paio di stivali fin sotto al ginocchio ed una gonna leggera. Era carina e curata, in un altro posto avrebbe avuto l’aspetto di un’universitaria che se ne tornava da lezione. Ma non lì. Aveva lo sguardo impaurito della preda che si guarda attorno. Lo sguardo di chi si sente minacciata. Ma non in quel preciso momento. Non c’era nessuno che la seguiva, nessuno che le aveva puntato gli occhi addosso, nessuno che voleva fermarla. Ma lei aveva ugualmente paura.

Per un brevissimo e fuggevole momento ho incrociato i suoi occhi. E mi è sembrato che fuggisse. Ma non come si fugge nei romanzi di avventura. Non come un’eroina d’altri tempi. Piuttosto una ragazza impaurita. Una ragazza che non si sente al sicuro (quasi) mai. Una preda costretta a temere di continuo l’arrivo del lupo. Anche quando il lupo non c’è. Forse perché qualcuno o la sola esperienza le hanno insegnato che il lupo sa nascondersi e può spuntare all’improvviso. Così le cuffiette nelle orecchie e il passo veloce, lo sguardo a terra. E nessun sorriso. Perché in realtà non c’è alcun motivo per sorridere.

Oppure no?

giorni di laurea

Giorni gloriosi sono quelli della laurea. Sono giorni di festa, quelli in cui per la prima volta concludi una lunga e importante esperienza di vita. Finisci finalmente di studiare e inizia una nuova vita. Insomma è il periodo per tirare le conclusioni, le somme, e soprattutto per fare baldoria alla grande. Con le persone che ti sono vicine, quelle con cui hai studiato, quelle con cui sei cresciuto.

E oggi per L. è stato il giorno della laurea. In giurisprudenza, nientemeno. E domani tocca alla mia coinquilina E. Quindi complimenti ad uno e in bocca al lupo all’altra!

E a voi un po’ di foto per gioire insieme a loro!

grazie a tutte voi.

E’ il 102esimo post e oggi, 8 marzo, lasciatemi essere semplicemente scontato. Perché vorrei ringraziare tutte le donne. Tutte quelle che stasera non usciranno con il dovere di buttarsi in un locale dove un bel ragazzotto si spoglia sotto i loro occhi; quelle che non spendono migliaia di euro in capi firmati appena usciti da un atelier; quelle che non collezionano borse, scarpe, cappelli, pellicce ed ogni tipo di status simbol; quelle che non giudicano un ragazzo sul tipo di macchina che guida o sulla pressione dei bicipiti; quelle che non guardano ‘uomini e donne’; quelle che non vanno in discoteca per mostrare la loro nuova abbronzatura o la loro nuova minigonna ricavata dalla stoffa di un mezzo fazzoletto; quelle che non fanno di tutto pur di fare successo e soldi; quelle che non prendono il suv anche solo per fare cinquanta metri per riprendere il figlio a scuola.

Ringrazio con il cuore tutte quelle donne che sanno emozionarci e farci emozionare, quelle donne che con un sorriso sanno ridare vita e colore, quelle donne che lottano da sole o con il loro uomo al fianco per avere un futuro migliore, quelle donne che si vestono come vogliono, che si truccano oppure no, che decidono di lavorare o preferiscono tirare su la famiglia o che fanno entrambe le cose nel migliore dei modi, che lottano contro gli uomini ottusi e pieni di pregiudizi, che si vedono sbarrata la strada da una con la minigonna grossa come un mezzo fazzoletto e loro (pur potendoselo permettere) decidono di non cadere così in basso, che si alzano ogni mattina con coraggio, che sanno divertirsi, che vogliono ballare, che vogliono correre, che vogliono volare.

A tutte voi dico … grazie ….

e dedico questa canzone…

ed ecco il testo:

And this I know his teeth as white as snow
What a gas it was to see him
Walk her everyday into a shady place
With her lips she said

She said, "Hey Paul, hey Paul, hey Paul
Let's have a ball
Hey Paul, hey Paul, hey Paul
Let's have a ball
Hey Paul, hey Paul, hey Paul
Let's have a ball"

Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love
Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love

Lovely legs there are
What a big black mass, what a hunk of love
He'll walk her every day into a shady place
Like the dark, but I'd want him

She said, "Hey Paul, hey Paul, hey Paul
Let's have a ball
Hey Paul, hey Paul, hey Paul
Let's have a ball
Hey Paul, hey Paul, hey Paul
Let's have a ball"

Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love
Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love

Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love

Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love
Gigantic, gigantic, gigantic
A big, big love

A big, big love
A big, big love
A big, big love
...

2 febbraio, la candelora

Oggi è il 2 febbraio.

E questo significa che oggi è il giorno della Candelora. Un giorno importante, sia per la natura che per la religione. Può essere la fine dell’inverno (se piove o nevica), o il segno che il freddo durerà più a lungo del previsto, fino a marzo inoltrato.

Beh, a quanto pare nevica in tutta Italia ed è buon segno.

Ma la Candelora è un’usanza antica, che ci collega a quando l’uomo seguiva con  attenzione i ritmi della natura. La Candelora e l’equivalente romano dei Lupercali erano date utili a ricordarci che il periodo peggiore stava finendo, che presto sarebbe tornato il caldo e la terra avrebbe portato nuovi frutti. Questo rappresentava la differenza fra la vita e la morte. Oggi abbiamo case calde, la neve non fa crollare i tetti, il mercato ha sempre frutta e verdura.

Ma la Candelora può ugualmente essere un nuovo inizio, un momento di passaggio e  un cambiamento. Per questo oggi ho dedicato del tempo alle mie passioni. Ho ripreso un quaderno che non vedevo da tempo ed ho ricominciato a scrivere. Non sono un bravo scrittore, ma ho le idee e degli ottimi critici. Se ne potrà sempre trarre qualcosa di interessante se non addirittura bello. Così, con la neve che cade lenta, inizia una nuova stagione. Potreste immaginare un inizio migliore?

E domani, lavoro permettendo, vorrei proprio uscire per fare qualche scatto, vedere qualche sorriso, respirare aria fredda e fare qualche bel pensiero.

Ricordate, il week end è dietro l’angolo, non perdete queste buone occasioni!

E voi avete festeggiato la Candelora?

la felicità low cost

Ci sono periodi in cui le idee non vogliono affacciarsi nel mezzo del marasma del cervello. Diciamocelo, sono periodi piuttosto frequenti. Le immagini si ingarbugliano, le parole sono sfocate e i concetti molto labili.

Poi ci sono periodi in cui le idee sono più luminose ed ogni bigliettino, appunto, nota su computer o iphone serve per fermare ogni piccolo e medio lampo per farne un gioco, un post, una serata con gli amici e chissà cos’altro.

Questi momenti di rara lucidità sono la mia felicità low cost, cioè la cosa che mi rende più felice (e talvolta persino allegro) senza che mi costi nulla.

una semplice felicità

Quali sono le altre felicità low cost? Ad esempio la nebbia la mattina presto nelle piccole vie della città (soprattutto quando non ho fretta), le rare volte in cui mi sveglio non assonnato, un canto di una sirena, rivedere alcune vecchie foto che fanno nascere ricordi collegati, le chiacchiere la sera con mia madre da quando non abbiamo più scontri riguardo ai temi della politica.

Svegliarmi presto la mattina del sabato per andare al mercato e vedere le facce assonnate dei vecchietti, sentire l’odore dell’erba fresca, iniziare a leggere un libro nuovo immergendomi in un’avventura, ascoltare a ripetizione una canzone che mi piace.

L’odore di un profumo che mi è stato regalato in una particolare occasione, girarmi nel letto dopo aver sentito la sveglia, fare la barba con il rasoio nuovo, aspettare che un vino prenda ossigeno prima di berlo.

Queste sono solamente alcune delle mie felicità low cost… e voi quali avete? Mi piacerebbe proprio conoscerne qualcuna…

ps. forse ne farò anche una pagina speciale con queste piccole felicità low cost.