come una lavagna…

ho una lavagna in casa. non di quelle delle scuole, ma una lunga lavagna di legno verniciata con quei prodotti che alla fine puoi scriverci sopra con il gessetto. E’ stata una delle prime cose che ho pensato per la mia casa ideale. sarebbe stata li, nera, piena di segni bianchi o colorati. l’avevo pensata per dare sfogo ai miei sogni, alle mie idee, come aiuto alla mia memoria davvero pessima. adesso è piena di scritte, ma di cose che devo ricordare, quasi tutte per lavoro. invece la vorrei piena di sogni e di idee, di futuro.

ecco perché adesso il blog è una piccola lavagna. ricominciamo. coi sogni e le idee. coi progetti da inseguire. con le foto e i pensieri. ridiamo corso. finché non sarà il momento di pulire anche questa lavagna e cercare nuovi sogni e nuovi progetti. ed un nuovo templare 😉

buona domenica e buon lunedì.

Immagine

 

(si, lo sappiamo tutti. Settembre è il mese in cui si fanno progetti.)

il futuro spiegato ai miei coetanei

Oggi ho pensato al mio futuro. O forse più esattamente il nostro futuro.

Perché quando ero piccolo il futuro non lo vedevo nemmeno e qualcuno direbbe che non mi spaventava. In realtà non lo conoscevo. Con il tempo ho iniziato a conoscere il passato, con i suoi ricordi belli e brutti, con le sue nostalgie e con il suo prezzo sia nel bene che nel male. Infine ho conosciuto il presente che forse rimane una delle cose più belle nel momento in cui riesci a sentirlo scorrere, a viverlo al meglio, a costruirlo giorno dopo giorno.

Ma adesso quello a cui voglio pensare è il futuro.

Il futuro puoi solamente costruirlo, immaginarlo, sognarlo, realizzarlo, pensarlo, renderlo presente. C’è chi immagina un nuovo progetto, chi sogna una nuova vacanza, chi pensa ad una vita emozionante con la persona che ama.

Ed in ognuno di questi casi, è necessario lottare per conquistare la propria fortuna.

Molti di noi hanno demandato il proprio futuro ad altri, attraverso una scelta cosciente o meno. Talvolta è persino una scelta obbligata. Alcuni preferiscono non preoccuparsene (e va benissimo), altri non ne sono nemmeno coscienti. Ma il mio timore più grande è quello di girarmi ad osservare il mio passato, un giorno, e pentirmi per tutto quello che non ho fatto e soprattutto non ho voluto fare. Credendo di non avere tempo, pensando di non essere capace o semplicemente lasciando che scivolasse nel dimenticatoio.

Il fatto è che perdiamo continuamente le occasioni. Preferiamo guardare la tv o commentare X-Factor piuttosto che cucinare un buon piatto che richiede pazienza; trascorriamo tempo nelle sale di aspetto leggendo le riviste di gossip invece che un buon libro; siamo colmi di informazioni inutili (l’ultimo ‘spettacolo’ di Belen, il cappellino giallo della duchessa di York, il numero di nei di Bruno Vespa, la circonferenza di Giuliano Ferrara, la nuova linea d’abbigliamento di Lapo Elkan) mentre non sappiamo come si chiama e come si sente il nostro vicino di casa, il nostro panettiere, il ragazzino che vive nel palazzo di fronte.

Ci proteggiamo dagli altri e dal futuro attraverso strati di informazioni inutili che però hanno il pregio di farci sentire vivi. E’ solamente una vita apparente. Superficiale.

Se solo vogliamo, sappiamo essere molto vivi e creativi. Lo vedo (vediamo) nella vita di ogni giorno. In una foto scattata all’improvviso, in una lettera inviata ad un amico, in una pianta verde e ben curata, in una cena improvvisata, in una colazione con delle persone speciali, in un lavoro ben riuscito, in un sorriso la mattina presto o la sera tardi. Queste sono le basi per un bel futuro.

E voi, quali basi mettete nella vita di ogni giorno?