una mattina oppure una notte

Una mattina di agosto, proprio nel periodo in cui sei più stanco, decidi che per una notte puoi non dormire. O dormire solamente un paio di ore. Verso l’una prendi l’auto, raggiungi le montagne ed inizi a camminare. Nonostante il freddo. Il sonno. I pensieri ed i problemi. Arrivi alla cima, solamente per vedere questo.

alba

Ti addormenti mentre aspetti. Ti risvegli ai primi raggi di luce, poi dormi ancora un poco e infine ti godi lo spettacolo. La giornata prende un’altro aspetto. L’aria si scalda lentamente. Apri gli occhi con la stessa lentezza. Ti guardi attorno. E rimani senza parole. Senza fiato. Senza paura.

panorama dopo l'alba

Sei salito fin lì e ti sembra di essere arrivato alla cima del mondo. Hai superato una piccola prova. Gli altri scalatori arriveranno più tardi, alla spicciolata. Tu hai camminato di notte, con il buio e una lampadina ad illuminare il sentiero. Potevi perderti, ma non l’hai fatto. Potevi riposare, ma non hai fatto nemmeno quello. Il freddo ti spingeva ad andare avanti. Il freddo e la sua compagnia.

Tutto questo lo puoi fare solo se hai accanto a te una persona straordinaria. E lei camminava con me.

La vacanza…

La vacanza è una cosa sacra… come la democrazia…

Quando il lavoro ti viene a noi, quando non ce la fai più a ripetere gli stessi gesti ogni giorno, anche il sabato e la domenica, quando devi alzarti ogni mattina all’alba o giù di li per andare al lavoro… quando tutto questo ti pesa enormemente… allora hai proprio chiaro in mente che ti serve una vacanza. Perché è la mente stessa che si ricrea, il fisico che respira, il mondo che si apre ed hai tutto il tempo per fare (o non fare) tutto quello che vuoi. La creatività si riprende un po’, i colori ricominciano a brillare e trovi lo stimolo per fare solo le cose importanti e non più solo quelle più urgenti.

Immagini. Foto scattate o rubate in un momento il cui il tempo era diverso e scorreva più lentamente, i colori più vividi e i sapori più forti. Ho provato a portarne un po’ con me…

Ovviamente avrei voluto ( o dovuto) lavorare un po’ le foto per riuscire a comunicare meglio quello che mi hanno regalato quei momenti e quei luoghi ma, ovviamente, siamo tornati dalla vacanza e il tempo è tornato ad essere quello frettoloso del lavoro. Ma non demordo, e quegli attimi li conservo e vi attingo.

nel prato, in alta montagna

fragoline di bosco... quanto tempo che non ne raccoglievo...

vacca al sole (e non è la costa smeralda)

fragoline. piccole e caparbie.

la campana esiste in natura. ed è bellissima.

un tramonto. tanto per dire.

camminando verso l’alto

lungo un sentiero di montagna

lungo un sentiero di montagna

Su uno stretto sentiero di montagna, trovai un giorno alcune pietre rotonde sistemate una sull’altra. La più grande come base e poi via via le più piccole. Stavo passeggiando per conto mio, con la voglia di riempire i polmoni di aria pura e liberare la mente dai pensieri. Ma non solamente questo. Sentire il ritmo dei passi, vedere la meta che si avvicina, sentire la fame che cresce e il fisico che risponde… sono sensazioni che sa darti solamente la montagna. E non ci sono nuotate, passeggiate in riva al mare che tengano. L’odore della resina, dei muschi, il rumore dei ruscelli che si avvicinano. La possibilità di vedere le cose dall’alto, salutare le persone che si incrociano e parlano lingue differenti, scoprire nuove vie, sentire i muscoli che si indolenziscono.
Quelle pietre, le ho guardate per un po’. Ho immaginato che qualcuno le avesse messe lì per segnare il sentiero a chi sarebbe passato dopo. A me, che stavo passando in quel momento.
Ma poi la fantasia vola e si immaginano tante cose. Che quelle pietre fossero come le briciole di pollicino per segnare un sentiero ad una persona in particolare e non a chiunque passasse. Che quelle pietre, così pulite, ordinate e lucide servissero a qualcuno e non a tutti.
Poi il resto lo trovate leggendo qui.

non ci sono dubbi\1

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E’ vero, su questo non ci sono dubbi, io sono affascinato dalla montagna e dalla neve. Che sia chiaro, non pratico uno sport che sia uno, soprattutto sopra cose scivolose di ogni genere (se si escludono bob e slittini che rimandano ai tempi antichi), ma la montagna mi chiama e richiama di continuo. E adesso che nei parchi vicino casa le cime sono abbondantemente innevate, non potevo non approfittare di queste gelide e terse giornate per fare qualche foto. E adesso tocca a voi sorbirvi una prima carrellata di immagini. Buon sabato!

domeniche pomeriggio…

Solo ieri ero ancora in vacanza, ed invece… subito al lavoro. Mille scadenze, impegni, nuove avventure….

Le domeniche pomeriggio mettono sempre un po’ di nostalgia, una specie di mood negativo o almeno un po’ pessimista, come insegnava il buon vecchio leopardi (o almeno la mia prof me la raccontava in questo modo).

Allora tanto per tirare su il morale, mentre le zanzare cercano di divorarmi un po’ alla volta, aggiungo qui qualche foto della vacanza fatta nei giorni scorsi. Perché tanto anche se non avete avuto un momento per staccare, ormai è arrivata l’estate e prima o poi tutti partiranno per una settimana da qualche parte o potranno prendere qualche giorno di ferie…. Ecco allora un piccolo assaggio delle mie…

Buona settimana a tutti!

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un giorno per scalare…

Partiamo con le buone maniere: mi scuso con tutti per essere stato un po’ latitante nell’ultima settimana. Ma fra i vari ponti di aprile-maggio, il lavoro che richiede sempre più tempo e la mancanza di lucidità per scrivere qualcosa di sensato… ho preferito aspettare questa giornata.

Questa giornata di sole caldo sulla pelle, questa giornata di allergia e di allegria. Perché è proprio vero, vedere un sorriso, farne uno al mondo può cambiare le prospettive di tante cose. E mi trovo a rivivere alcuni piccoli piaceri che mi stupiscono ogni volta.

La bellezza di un caffè sorseggiato invece che ingollato, la forza di una canzone, il sole che scotta sulla pelle, un odore che vorresti risentire sempre, il sapore di una primavera che quasi non ti aspettavi, la scoperta di una sensazione nuova, quella di riprendere la moto dopo tanti anni e sentire il vento che ti sfiora così da vicino. La voglia di correre a piedi o camminare per chilometri, scalare vette o discendere i dirupi, magari anche fare un bel bagno al mare. Viene quasi voglia di imprese impossibili.

Viene voglia di aprire quel libro di escursioni in montagna che mi hanno regalato due preziosi amici, smetterla di guardare le mappe ed iniziare a percorrere i sentieri.

Ecco, ce ne fossero di giorni così, la vita sarebbe veramente degna di essere vissuta….

5 sensi e tanti amici

Eccoci. Questo racconto è rimasto in sospeso da un po’ di tempo. L’8 dicembre abbiamo fatto un viaggio insieme con gli amici di ruadellestelle. Mancava qualcuno all’appello, ma ci sono stati ugualmente vicini.

Mentre riascolto la colonna sonora del viaggio, mi tornano alla memoria le sensazioni di quei brevi e intensi giorni. Come ogni volta sono tornato pieno di immagini, di parole, di domande.

I mercatini dell’Alto Adige, così carichi di colore, affollati, accoglienti anche immersi da turisti coi cagnolini nella borsetta. Il sapore di alcuni luoghi, la bontà di una marmellata di fragole, il piacere di dormire al caldo, senza la fretta della colazione. Le parole dette e quelle non dette, le cose fatte e quelle non fatte. I cambiamenti che si covano, il nostro quotidiano, quello che ancora ci incatena e quello che invece ci libera. Una camminata in un bosco pieno di foglie che strusciano sotto i piedi, i colori dell’inverno, il freddo che gela la punta del naso, il pane scuro, il colore così intenso del vino, una cena speciale, lo sguardo di chi sta per partire…

Queste sono le cose che porterò con me, nei ricordi.

le punte degli alberi toccano il cielo

E quando siamo tornati, ci hanno organizzato una cena a casa con quelli che non erano presenti, per raccontare, attraverso 5 sensi + 1, il viaggio. Si perché in tutto questo c’era anche un gioco: riportare a casa 5 cose, una per ogni senso, che raccontassero quei giorni in montagna.  Io, da bravo scolaretto secchione che non sono mai stato, ho fatto i compiti. Un mucchietto di foglie di castagno per il tatto e per l’udito, una pagnotta di pane alle noci per il gusto, dei riccioli di cirmolo per l’olfatto, una grande mappa per la vista. Ma se avete notato, c’era anche da portare con sé anche un sesto senso. Beh’ quello l’ho scritto e lasciato nelle mani dei nostri ospiti. Un piccolo segreto da custodire.

A voi porto un bel regalo, se ne avete voglia.

La ricetta del pane alle noci, semplice da rifare, gustoso per tutti e originale per una cena. La trascrivo qui, esattamente come mi è stata inviata da chi ci ha ospitato in montagna:

Ingredienti:
450g. di farina, 50g. di farina integrale, 25g. di lievito, 250g. di noce
tritata, 25g. di burro, 250ml. di acqua, 10g. di sale.

Preparazione:
Disponete tutta la farina a fontana, mettetevi al centro l’acqua tiepida in
cui avrete sciolto il lievito, le noci già tritate, il burro, il sale e
impastate a lungo. Ungete quindi la superficie della pasta con olio d’oliva,
copritela con della pellicola e lasciatela riposare 45 minuti.Dividetela poi
in panetti, disponeteli su una teglia imburrata e lasciateli lievitare
ancora per 45 minuti.Cuoceteli in forno caldo a 220ø per 20 minuti circa.-

Buona fortuna!

E a voi tutti buona giornata!