c’era una persona che non c’è più…

Alcuni semplici ricordi ti colpiscono all’improvviso.
Un piccolo particolare cambiato, il profilo della città mutato senza che tu ne sapessi nulla, alcune piccole e basse case che non ci sono più. Improvvisamente entri in una bolla spazio temporale e ti ritrovi immerso da una ondata di ricordi che non sai da dove provengono. Eppure non puoi fermarli.
Così spunta il ricordo di quella persona che ti era cara, anche se non la conoscevi così in fondo, schiva e silenziosa com’era. E adesso non c’è più.
Da piccolo l’avevi incontrata la prima volta e il suo ricordo è legato alla tua infanzia. Andavi da lui a chiedere consiglio, se così si può dire. Gestiva e governava una libreria con la sua pazienza, i suoi ritmi ed il suo sorriso stanco, i suoi capelli grigi.
Andavi a comperare i libri di scuola quando arrivava settembre, le statuine del presepe a Natale, i libri ed i romanzi da leggere durante tutta l’estate e a primavera quando, se eri stato bravo, potevi comprarne uno o due in più. Quasi tutti gialli, i tuoi preferiti.
Lui sembrava sorridere poco, ma si ricordava di te e in quella libreria poco fornita si ricordava di cosa avevi già acquistato e cosa ti mancava, suggerendoti anche i nuovi arrivi.
Tua madre ci scambiava due chiacchiere mentre tu ti perdevi fra quei tascabili tutti con il dorso giallo ed il titolo in nero, scritto piccolo.
Uscivi mano nella mano con lei, con un carico di fantasia e immaginazione sotto il braccio, sognando di arrivare a casa il prima possibile per metterti a leggere.
Sorrideva poco, ma si ricordava di te. Anche anni dopo, quando lo hai rincontrato dopo tanto tempo e le strade si sono nuovamente incrociate. Fino a quando, rapidamente, lui non è dovuto partire per un altro viaggio, più lungo, senza fine.
Grazie di esserci stato e di avermi tenuto da parte quei libri per l’estate. E’ stato importante per me.

Un pensiero su “c’era una persona che non c’è più…

  1. Bella la sua storia. Bello anche il sorriso stanco. Certe persone sembrano nate proprio per essere scritte e raccontate così, con parole semplici come le loro vite. Semplici ma così importanti…

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