noi italiani

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Così, mentre il giorno finisce, mi capita di vedere in televisione ‘To Rome with Love’ e mi accorgo che la carriera di Woody Allen si è ulteriormente arenata in una storia deludente che altro non è se una macchietta di noi italiani ancora dipinti come nelle commedie degli anni ’50, quando eravamo giovani ed ingenui. E nell’immaginario di alcuni siamo rimasti ancora lì con i nostri difetti, il nostro machismo e la nostra imbranataggine. Allen lo descrive in modo pietoso con il cantante lirico intonato solamente sotto la doccia, il figlio filocomunista, la coppia di sposini che si abbandona alle tentazioni e una Città Eterna dipinta con colori irreali, senza problemi e piena di nullafacenti (per non parlare del vigile urbano nella funzione di narratore). Persino Woody, che solitamente si dipinge addosso personaggi che gli calzano a pennello, sembra fuori luogo.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente una domanda: come ci vedono dall’estero? Questa forma di pupazzi rimasti a cinquant’anni fa, un po’ poetici e un po’ cialtroni? O peggio? O meglio?
Io mi sento italiano. Ma non assomiglio a nessuno di questi personaggi. Sono vivo, mi sento vivo. E questo non è niente male. Soprattutto per essere un mercoledì sera 😉

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