21 dicembre

Aspettando, un poco alla volta, che la luce si dipani e il buio scompaia. Quei momenti così lucidi, poco prima dell’aurora, in quegli istanti così bui prima che il sole sorga.
Attendo che la notte più lunga dell’anno passi, prima che il sole ricominci a brillare sempre più caldo, sempre più forte, sempre più intenso.
Come in quegli attimi in cui aspettiamo, incerti sul da farsi, timorosi che ogni nostra mossa possa essere nociva, imprecisa, errata. Timorosi che ogni nostro movimento possa creare sofferenza e dubbio, incertezza e lacrime. Così è la notte.
Ma è anche tepore e riflessione, raccoglimento, pausa e riposo. Divertimento e allegria, volti famigliari e condivisione.

Poi arriva il giorno che poco alla volta ci rapisce e ci conquista, ci riscalda, ci fa muovere. Un giorno pieno, un giorno di festa, un giorno fatto di milioni di attimi e di sensazioni. Un giorno che può essere sempre più lungo. Un giorno di vita, un giorno di primavera e di risveglio.

Benvenuto solstizio d’inverno.

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