la magia delle immagini

 

Ci sono immagini in movimento e poi c’è il cinema. Quello che a me piace è quello che emoziona, in un modo o in un altro… Quando un regista illuminato incontra la penna di uno scrittore abile e geniale, non manca altro che un attore che può farti sognare…

Ci sono momenti in alcuni film che ti fanno sognare e rimangono nella mente stampati come un’emozione. Ricordi il momento in cui li hai visti per la prima volta e poi ti viene voglia di rivederli ancora cento e cento volte. Quando le scene ricompaiono in tv rivivi un’emozione. Volete qualche esempio? Chi non ricorda la scena della piuma che svolazza in ‘Forrest Gump’ verso l’inizio e la fine del film? Sarà stata una scena un po’ ruffiana, ma di sicuro smuove gli animi.
Oppure, andando verso pellicole differenti, il lungo dialogo con cui inizia ‘Le Iene’ a proposito delle canzoni di Madonna e sull’abitudine a lasciare la mancia; ancora, spaziando verso il romantico, la scena dei due piccoli vasai di ‘Ghost’; se vogliamo andare sul comico penso a Totò o Jack Black.

Comunque non è un discorso generico che volevo fare, ma raccontarvi 5 immagini che ricordo (e l’elenco potrebbe essere realmente lunghissimo) e che vorrei condividere con voi.

1. Sister Act quando per la prima volta il coro si esibisce in chiesa. C’è un po’ di aspettativa. La chiesa è vuota e Woophy Goldberg sorride sotto i baffi. Le voci sono angeliche e quando parte il ritmo quel gruppo di pinguine ce la mette tutta. E ci riesce. Certo è un film, ma è anche un bel canto, una bella storia, un po’ d’emozione. E non è poco.

2. I soliti sospetti nel finale, quando tutti i pezzi tornano al loro posto, i nomi ritornano, la faccia di Kevin Spacey si fa meno impaurita e più dura. In quel momento, la prima volta che l’ho visto, tutto sembrava semplice, tutto era diventato chiaro. Una specie di epifania.

3. Il buono, il brutto e il cattivo la scena finale. Perchè tutto il film ha scritto la storia del genere western con la firma di un’italiano, ma soprattutto perché dopo un’epopea così realista quell’urlo di Tuco che squarcia il caldo del deserto è liberatorio e decisamente comico.

4. Il cavaliere oscuro quando Joker si presenta davanti al tavolo dei mafiosi con il trucco della matita. Heath Ledger è stato e sarà per anni uno dei cattivi più geniali che siano arrivati al cinema. Peccato sia scomparso così presto.

5. Il grande Lebowski perchè comunque è uno dei film più belli della storia e la presentazione di Jesus Quintana è indimenticabile con la sua storia sottolineata e messa alla berlina in pochi secondi. Mentre Drugo guarda la sua vita passargli davanti come al solito…

 

E voi? Ne ricordate di momenti indimenticabili nei film?

6 pensieri su “la magia delle immagini

  1. ciao ti ho letta da Antonella Attimi di Letizia….leggere 50 libri all’anno è possibile! Neppure io lo credevo possibile! Equest’anno sono arrivata a quota 46! E ho una vita come tutti gli altri…. ah ah ah ah ah =)

    se ti interessa QUI puoi leggere tutto le info

    Buon pomeriggio
    Lena

    P.S.: interessante questo post!

  2. Ciao Lena, grazie di essere passata da me! Sono sicuro che il traguardo dei 50 libri sia raggiungiibile. Sinceramente non so quanti ne leggo ma posso assicurarti che alterno periodi intensi a periodi in cui non riesco a concludere nemmeno una pagina… ma molto dipende dal tempo. E soprattutto dai libri. Perché ci sono quelli che ti prendono per il bavero e ti portano con loro e quelli che invece non ti attirano nemmeno un po’.
    Buona serata a te!

  3. La domanda finale è di quelle a cui non riesco proprio a rispondere, mai.
    Sono d’accordo con diverse citazioni che fai: la conversazione delle Iene al tavolo della colazioneprima della rapina, un piccolo mito; perfettamente d’accordo sul momento della rivelazione finale di Keyser Soze ne ‘I soliti sospetti’, la prima volta che l’ho visto ha fatto lo stesso effetto esplosivo anche a me; del terzo film della trilogia del dollaro, l’insulto di Tuco è memorabile certo, ma a me viene spesso in mente la scena della corsa di Tuco nel cimitero, alla ricerca della lapide giusta, col sottofondo del tema the ecstasy of gold: per il modo di correre di Eli Wallach, e soprattutto perché nessuno può leggere un nome correndo in quel modo, quindi come dici tu, dopo tanto iper-realismo in tutto il film, quella scena è del tutto surreale, fantastica… Ciao Raf.

    • Hai ragione, la scena della corsa al cimitero è altrettanto bella, ma come dimenticare il momento in cui il biondo si aggira fra le rovine, trova un soldato morente e dopo avergli dato il sigaro prende il suo poncho (lo stesso che indossa in ‘per un pugno di dollari’)?
      E di immagini ce ne sono ancora centinaia…. il cinema è bello proprio perchè ti fa sognare…

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