Il cavaliere oscuro – il ritorno

 

Chi mi conosce sa che amo il cinema. Mi piace, adoro passare ore davanti a un grande schermo, rigorosamente senza pop corn. Un film distende, da modo di pensare o di liberarmi dei pensieri, rilassa o mette dubbi e fornisce stimoli. Vedo pellicole di ogni genere, dalla commedia al thriller all’azione alle storie impegnate. Escludo solamente i cinepanettoni, i film smielosamente romantici, quelli con René Zellwegger, quelli che hanno come protagonisti animali, le commedie nei college americani, le parodie e molti film con Jim Carrey (sono un rinnegato). Ho una predilezione per il cinema americano, soprattutto quello postmoderno. Adoro i fratelli Coen. Apprezzo alcune cose del cinema francese. Adoro Jean Reno, Bruce Willis, Robert Downey Junior. E la lista sarebbe molto più lunga.
Così ho pensato: perché, di tanto in tanto, non parlare di cinema anche qui sul blog? Solo delle cose che mi sono piaciute di più, o di quelle che mi stimolano. Niente versioni da critico, niente idee strampalate, nessuna spiegazione tecnica. Solamente impressioni e sensazioni.
Ed eccoci qui, con il primo post. E magari fra poco con una pagina dedicata sopra la testata, un bottone nella home o nelle pagine interne dove riunire tutto il materiale.

 

E si inizia con: Il cavaliere Oscuro – Il ritorno

Perché adoro Batman? Perché fra i supereroi è solamente un uomo, ricco e filantropo ma solamente un uomo. Perché è continuamente combattuto fra bene e male e dedito al sacrificio. Perché adoro questo film? Perché è di Christopher Nolan (che se non lo avete presente andate a vedere di corsa ‘The Prestige’ oppure ‘Inception’ che sono due capolavori). Perché Christian Bale è il miglior Batman di sempre, perché il resto degli attori sono davvero perfetti. Ma non è solamente questo. In questa storia c’è molto di più. C’è l’anarchia, la critica alla nostra società basata sulla ricchezza e governata da persone che non badano al resto del mondo; c’è il senso di abbandono; c’è la freddezza dell’animo umano e la capacità di avere speranza e lottare ancora; c’è l’eroe che si sacrifica e i tanti piccoli eroi che crescono nell’ombra; c’è il terrorismo internazionale, il nostro mondo occidentale così potente e così fragile da collassare su se stesso.
C’è la sequenza finale girata interamente sotto una neve che cade leggera e continua che ricorda la neve-cenere che cadeva in ‘Schindler’s List’.
Poi c’è Batman, il cattivo Bane, il commissario Gordon che lotta nella sua normale umanità, i personaggi attorno. Ma tutto questo c’è solamente dopo. Perché il regista Nolan è riuscito a fare un film su Batman senza che lui fosse il vero protagonista, tanto che lo vediamo in tuta per pochi minuti.

Un uomo è rinchiuso in fondo al pozzo più oscuro della terra. Una prigione da cui nessuno è mai uscito vivo. E’ malato e stanco. Ma qualcosa fuori lo aspetta. Deve andare a sacrificarsi per gli altri. Solamente quando capirà che per riuscire a fuggire dovrà abbandonare ogni sicurezza, allora ci riuscirà. Mentre si arrampica a mani nude, da sotto, tutti gli altri lo incitano. Incapaci di seguirlo. Questo è Batman, un eroe perché si sacrifica per gli altri, apre la strada e rischia tutto perché è giusto farlo.

 

Ho esagerato? In fondo è solamente un fumetto, penserete voi, miei cari lettori. Si, Batman è solamente un fumetto, proprio come Inception è solamente un sogno…

9 pensieri su “Il cavaliere oscuro – il ritorno

  1. Allora,

    Il film è fantastico!!! se lo si mette poi in fila agli altri due risulta ancora più geniale e lineare. Io nella mia follia ci ho letto anche un messaggio ambiental/universalista sul lottare per cosa abbiamo su questa bella terra.

    Aggiungerei che Batman ha successo perché c’è qualcosa di dantesco in lui, non disconosce il suo lato oscuro ma al contrario lo esplora per capire il male e combatterlo. È come tutti noi, si batte lotta non può fare a meno di sbagliare ma alla fine ce la fa, con l’aiuto degli amici di sempre e di nuovi ed inaspettati incontri.

    Due parole su Alfred, icona della nostra coscienza, dell’appartenenza e di tutto quello che ci dobbiamo portare dietro per andare in avanti.

    In fine Christopher Nolan non è un genio è IL genio, era dai tempi di Fargo che non rimanevo cosi impressionato da un regista e dalla sua tecnica. Inception rimane insuperato come impianto generale e soluzioni stilistiche, Dark Knight Rises è un film di grandissima classe, come un lancio di Albertini o un affondo sulla fascia di Luis Figo dei vecchi tempi.

    • non posso fare altro che darti ragione su tutta la linea. Prima di tutto il personaggio nei tre film si evolve tantissimo, si umanizza, soffre… insomma esce dal fumetto ed entra nella realtà: le citazioni di Firenze, le immagini che riportano tanto a New York, le scene nella borsa valori…. tutto è così reale che mi ha lasciato di stucco.
      E’ vero, c’è qualcosa di dantesco, qualcosa di epico, qualcosa di fantastico…
      E si, ricordiamo Alfred (il grillo parlante) ma anche Gordon, Selina, .. tutti hanno una parte così ben strutturata da essere parte di un meccanismo perfetto.

      Infine: fortuna che c’è Nolan che oggi fa film in 2D con la mente e la capacità. Capace di trasportarci letteralmente dentro lo schermo.

  2. Batman è il mio supereroe preferito, umano in tutto, “reale”, in continua lotta con se stesso e le sue paure.
    Il Batman di Nolan è il migliore di sempre, tutta la saga è un viaggio introspettivo attraverso cui il protagonista non può far altro che compiere lo sforzo titanico di trovare nella propria anima più che nei propri poteri (che di fatto non ha) quella speranza e quella capacità di lottare ancora, di scegliere tra la via più facile e quella più giusta.
    Il tutto sopportando il peso di una Gotham che è la società malata e corrotta, dove la voglia e il bisogno di giustizia si trasformano in forme deviate come la Setta delle Ombre e in cui i confini tra bene e male non sono più facilmente distinguibili.
    Grande trilogia, gran finale 🙂

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