del perché in una grande città non si sorride camminando per strada

Chiedo scusa a tutti, ancora prima di cominciare. Ma ho notato quanto in una grande città le persone SEMBRINO sorridere meno. Il mio sguardo è  sicuramente superficiale, ma non posso non vedere che le persone hanno sguardi meno allegri.

L’asfalto, il cielo grigio, la fretta, i mille pensieri che ognuno ha. Le parole sono più vuote, le speranze meno forti. I ragazzi si assomigliano come se fossero una grande famiglia. Lo stesso taglio di capelli anni ’80, le stesse snikers ai piedi ma con un colore diverso, le maglie larghe, gli stessi occhiali. I capelli rasati corti ai lati, una cresta più o meno accennata, il rossetto marcato come quella cantante che andava tanto di moda.

Gli adulti hanno la giacca d’ordinanza, una stretta della mano vigorosa ed uguale a mille altre. L’accento marcato di chi domina quella parte di mondo, il passo lungo, il cellulare perennemente in funzione come quelli che non hanno tempo (da perdere) per fare nulla, nemmeno per badare a dove mettono i piedi.

Lei aveva la cuffietta nelle orecchie, un vestito più leggero per l’arrivo della primavera, i capelli castani lunghi alle spalle e mossi, un paio di stivali fin sotto al ginocchio ed una gonna leggera. Era carina e curata, in un altro posto avrebbe avuto l’aspetto di un’universitaria che se ne tornava da lezione. Ma non lì. Aveva lo sguardo impaurito della preda che si guarda attorno. Lo sguardo di chi si sente minacciata. Ma non in quel preciso momento. Non c’era nessuno che la seguiva, nessuno che le aveva puntato gli occhi addosso, nessuno che voleva fermarla. Ma lei aveva ugualmente paura.

Per un brevissimo e fuggevole momento ho incrociato i suoi occhi. E mi è sembrato che fuggisse. Ma non come si fugge nei romanzi di avventura. Non come un’eroina d’altri tempi. Piuttosto una ragazza impaurita. Una ragazza che non si sente al sicuro (quasi) mai. Una preda costretta a temere di continuo l’arrivo del lupo. Anche quando il lupo non c’è. Forse perché qualcuno o la sola esperienza le hanno insegnato che il lupo sa nascondersi e può spuntare all’improvviso. Così le cuffiette nelle orecchie e il passo veloce, lo sguardo a terra. E nessun sorriso. Perché in realtà non c’è alcun motivo per sorridere.

Oppure no?

12 pensieri su “del perché in una grande città non si sorride camminando per strada

  1. Sono perfettamente convinta che sempre (o quasi) ci sia un motivo per sorridere.
    Lei ha paura, di qualcosa che in quel momento non la insegue… O forse ha paura di non essere seguita?
    Un saluto!

  2. ci sono luoghi che non favoriscono i motivi per sorridere, anzi li ostacolano … una grande città, per molti motivi, può ostacolare il sorrso. Credo che la causa principale sia che, per motivi diversi e complessi, una metropoli non favorisce relazioni soddisfacenti tra le persone …

  3. Il tempo non c’è, mai…in una grande città…
    perchè quando c’è bisogna occuparselo in qualche modo…
    la fretta, la fretta, corri corri…mangia veloce…vai a prendere la metro…è in ritardo…caxxo!ok a piedi…corri corri…ammazza che caldo…ho 3 minuti, non ce la farò mai!Ecco l’autobus…è pieno, lo prenderò ugualmente…ferma nel traffico 10 minuti…non me lo potevo permettere…ma…ormai!
    Corri corri…togliti la giacca, sono già tutti ai loro posti…partenza….via!
    8 ore passano in fretta….3…2…1…sono fuori!!!
    Chiamo Marta…dove sei?In centro…fantastico…aperitivo alle 19…passeggio un pò…finalmente al bar!
    Quante persone, facce, sorrisi…un camparispritz due battute…un pò di relax…ragà cosa si fa stasera?
    mah…c’è uno che fa musica dal vivo in quel pub,
    si però silvia mi ha detto che invece c’è uno spettacolo di bottari al castello…e una serata elettronica a fuorigrotta…
    dai ci sentiamo dopo cena…
    io odio e amo le grandi città…ma in una di queste ci sono nata…infine resto cittadina dentro 😉

  4. Immagino che sia vero, più la città è grande e più la frenesia ti stampa addosso una faccia seria e tesa, ma ci sono altri fattori che influiscono: osservo che dalle mie parti sorridere al prossimo è caratteristica piuttosto rara, molto più rara che in altre regioni 😦

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