Perché iniziare… se non sai dove vai a finire

San Giorgio e il Drago, pittura su casa, foto scattata vicino Lana (BZ)

Le cose importanti della mia vita le ho iniziate sempre senza sapere dove sarei andato a finire. C’è qualcuno che non fa così? Si, c’è qualcuno che già conosce il proprio futuro o almeno esorcizza la paura dell’ignoto cercando di programmare tutto. Io non faccio parte di quella categoria, di questo siamo sicuri tutti.

Questo blog l’ho iniziato senza sapere dove andrà a finire.

Ma voglio raccontare l’antefatto, per tutti quelli che vogliono conoscermi un po’.

Alcuni mesi fa ho avuto un incidente in macchina. Un frontale piuttosto impressionante. Quando ho riaperto gli occhi ero miracolosamente illeso, tranne qualche piccolo trauma superficiale. Non vi dirò che da quel giorno sono una persona diversa, e nemmeno che ho acquistato chissà quale distacco dalle cose terrene o quale super potere. Queste cose le lascio agli sceneggiatori holliwoodiani privi di fantasia.

Ma alcune cose le ho viste in modo differente. Ed ho pensato che era arrivato il momento di realizzare qualche sogno, di quelli che tieni nel cassetto per pigrizia (sono un tipo molto pigro, anche se spesso non ne ho il tempo). Uno di questi lo trovate raccontato in questi due post: il primo qui e il secondo qui.

Da quel viaggio (sapete di cosa parlo se avete letto i link al blog di cambiandostrada) sono nate tante cose. Amicizie sempre più forti, alcune nuove e bellissime, decisioni importanti, momenti per crescere sempre di più e voglia di fare.

E adesso rimango spesso stupito guardandomi indietro. Quel piccolo desiderio che ho potuto realizzare sta portando dietro di sé una scia di tanti altri che nascono, crescono, maturano e si realizzano.

Una cosa l’ho imparata: lasciare i sogni nel cassetto è stupido. E’ bello invece lottare per realizzarli, sentirsi liberi di farlo.

Voi quale desiderio tenete ancora nascosto? E perché non lo lasciate libero?

Alla fine del viaggio ho scritto una mail ai miei amici, per ringraziarli di quello che avevamo fatto assieme. C’è un pezzo che poi Marta ed Ale hanno voluto mettere sul blog. In quelle poche righe c’è ognuno dei miei amici. Lo scrivo anche qui perché per me è importante.

Si devono potare i rami secchi perché la pianta cresca meglio. Si può colorare il proprio mondo o viverlo e capirlo attraverso la musica. Si può imparare a trovare la felicità senza nemmeno cercala o, letteralmente, costruirla. Si può vedere il mondo con gli occhi di un bambino, percorrerlo seguendo l’avventura e la natura, sognarlo come lo si vorrebbe, vederne la bellezza assoluta, ritrovare i propri sogni e lottare per essi. Si può vedere il lato dolce e giocoso del mondo.”

Adesso siamo di nuovo in partenza. Lo stesso gruppo si ritrova per stare qualche giorno insieme. Purtroppo non siamo tutti perché il lavoro, la famiglia e lo studio che ci danno altri ritmi. Ma chi non può esserci fisicamente sarà vicino a noi coi pensieri, parole e giochi. E’ il momento migliore per tutti per staccare e ricaricarsi. Chi ha un grande bisogno di riposare, chi di mettere in ordine alcuni pensieri, chi vuole semplicemente spegnere il cellulare ed abbandonarsi ad un’altra vita. Io cerco la pace, il confronto ed altri ritmi.

Buon mercoledì a tutti!

Alcuni suggerimenti: volete una canzone per i prossimi giorni? Io ho appena scoperto Drive degli Incubus che è finita dritta nella compilation di questo nuovo viaggio grazie ad uno dei partecipanti che di sicuro preferisce rimanere anonimo. Se siete appassionati di facebook potete iscrivervi alla pagine di ruadellestelle cliccando qui, se volete seguirci in vacanza potrete vedere le foto che pubblicheremo su instagram andando qui o qui (dovrebbe funzionare).

7 pensieri su “Perché iniziare… se non sai dove vai a finire

  1. Inizia un ponte (l’Immacolata è forse il più bel periodo dell’anno…) e io sto allettato: ho tutto il tempo di consigliarti due album da viaggio (album, le compilation snaturano la musica).

    1) Gotye – Making Mirrors
    2) Stars – The five ghosts

    Non ti preoccupare, sono pop.

    Buon viaggio!

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