le coincidenze della vita e gli animali fuori dal branco

Talvolta le coincidenze sono sorprendenti.

Ad esempio questa nell’immagine è la mia auto preferita.

Peugeot 308, sportiva, consumi bassi, sicura.

Proprio oggi che la politica italiana degli ultimi anni sembra essere ad una svolta (che lo vogliamo o no è giunto -in ritardo- il momento di cambiare), stavo riflettendo su quello che faccio per migliorare ciò che vedo intorno a me.

Credo, semplicemente, che cambiare ciò che ci è vicino sia fondamentale per cambiare tutto. Insomma si parte dal fondo.

Ma spesso cambiare in senso radicale non è semplice. Costa fatica, la collaborazione con gli altri, l’approvazione, il superamento degli ostacoli, l’impegno sul lungo periodo quando l’entusiasmo iniziale finisce.

Insomma diciamoci la verità. La sera già è dura stendersi sul divano dopo ore di lavoro. E’ dura cucinare, abbracciare la moglie, uscire con la ragazza, stare dietro ai figli che non fanno i compiti, fare una lavatrice o stirare i panni. Figuriamoci impegnarsi per il proprio futuro, per la propria società, per il prossimo.

L’unica cosa che ci può venire un po’ più facile è una partita a calcetto, magari poi con una birra con gli amici o una partita a carte. Ecco, stranamente quelle cose non ci sembrano così faticose.

tutti in fila *scena tratta dal film Metropolis di Fritz Lang

Ma sarà che siamo pigri, che ci piacciono le cose facili (non quelle semplici, proprio quelle facili), ci piace seguire una massa, ci piace stare al caldo nel mezzo del gregge, senza dover alzare la testa, brucando qualche centimetro di erba da un metro quadro di terreno. Sarà che cambiamo strada solamente se la cambiano gli altri.

Ma da dove arriva quest’abitudine? Io ho una teoria: è colpa dei documentari di Piero Angela (anche qui una nostalgia e un ricordo di quand’ero piccolo). E’ lui che ci ha insegnato che gli animali che corrono fuori dal branco sono i primi ad essere uccisi dai predatori. E noi non vogliamo fare quella fine. Divorati da una leonessa, poi un leone, poi una jena e poi dai cani della prateria. Allora meglio giacere su un divano con le piaghe da decubito. E una partita a calcetto ogni tanto.

Ecco, la colpa della nostra attuale situazione sociale/morale è da imputare a Piero Angela e alla sua trasmissione. Se ci avesse lasciati tutti più ignoranti, adesso staremmo tutti meglio (ed anche questo lo dico: si stava meglio quando si stava peggio).

Buona giornata. Io per principio oggi eviterò il comodissimo divano tutto il giorno. Piuttosto mi stendo sul tappeto (che è anche più comodo).

E voi. Qual è l’atto rivoluzionario di oggi?

5 pensieri su “le coincidenze della vita e gli animali fuori dal branco

  1. Ciao! Bellissimo questo tuo pezzo. Certo che mi fai fare sempre certe riflessioni…e non posso che esserne contenta.
    “L’uomo è per natura un essere sociale, e chi vive escluso dalla comunità è malvagio o è superiore all’uomo, come anche quello che viene biasimato da Omero: “empio senza vincoli sociali”; infatti, un uomo di tal fatta desidera anche la guerra. Perciò, dunque, è evidente che l’uomo sia un essere sociale più di ogni ape e più di ogni animale da gregge” Più o meno era questo che diceva Aristotele…ed è vero, se sei fuori dall’aggregazione sei bruciato.
    Per non parlare de “Homo hominis lupus” (Hobbes) (l’uomo è lupo all’uomo);ogni individuo tende prima di tutto ad affermare se stesso, se possibile anche a danno degli altri (vedi la maggioranza degli uomini politici e non).

    Alla tua domanda rispondo…oggi non so cosa farò di rivoluzionario…magari portare un fiore a mia cugina che compie gli anni e quindi farle una sopresa!

    • Sono d’accordo con te, non si può vivere fuori dalla società. Ma allo stesso modo non si può vivere come delle pecore o delle api operaie. Aristotele scriveva quando ancora essere isolati voleva dire essere sbranati da un lupo famelico. Oggi rimanere nel mucchio, senza distinzioni, significa essere ingurgitati da qualche multinazionale. Esisterà un via di mezzo?
      E i fiori a tua cugina sono un atto profondamente rivoluzionario! Sarà contentissima! 😉

  2. Comunque 1000000000 volte meglio il tappeto del divano se non addirittura la sedia: la comodità è IL MALE. Quando avrò 85 anni mi fermerò a sedere: ora via con le frustrazioni per le cose non fatte (circa 3 miliardi) o quelle non fatte al 120%. Finchè non c’è gastrite c’è speranza!

    • Dicevano i nonni: riposerò quando starò nella bara! Non mi parlare poi di frustrazioni per le cose non fatte, anche il mio elenco è bello lungo ma c’è speranza anche quando c’è la gastrite, basta andarci più leggeri 🙂

      ps. mi hai fatto venire in mente anche un post bello lungo sulle cose non fatte, ma quando troverò il tempo di elencarle tutte?

  3. Pingback: il confronto | ruadellestelle

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