un enigma per voi

Era il 1993, ve lo ricordate? Ancora esistevano i negozi di dischi, quei posti dove andavi a far parte di una elite di musicofili, dove si scontravano rockettari e fan di Toto Cotugno, i melomani e i punk, gli amanti del pop e quelli del country (non ne ho mai conosciuto uno), i metallari e gli appassionati di new age. Ebbene in quell’anno uscì un disco che aprì le porte della percezione come non accadeva da anni.

Era un’opera prenewage e prebuddhabar, era prima di tante mode e dopo l’acido lisergico e la rabbia del punk. Era un miscuglio.

Andava bene all’uomo d’affari che sentiva il suo nastro nella radio della sua alfetta, alla casalinga con le caviglie gonfie che lo ascoltava in cucina con i bigodini in testa, ai ragazzi abbracciati in motorino con il walkman nelle orecchie (ho detto walkman, se non ne avete mai visto uno siete beatamente giovani e andatevi a cercare la definizione su wiki e le immagini su google); per i massaggiatori e santoni di tutto il mondo ha rappresentato grandi fatturati.

C’era l’India e gli indiani d’America, l’Africa e anche qualche zona suburbana d’Europa. C’erano suoni e rumori, cori, religione e panteismo, canoni medioevali e sintetizzatori elettronici.

Insomma sto parlando degli Enigma e dell’album the cross of changes da cui è tratta la canzone return to innocence:

Sarà che in questi giorni mi piacerebbe tanto un bel ritorno a qualcosa di più umano e normale, sarà che il tempo dei cambiamenti (personali e sociali) è vicino, sarà … ma questa canzone mi sembra proprio adatta.

Trascrivo una strofa che da piccoli ingurgitavamo come se fosse stata scritta da Zolà ed Ungaretti insieme ma che in realtà è tanto semplice quanto bella, sciocca e vuota:

Don’t be afraid to be weak

don’t be too proud to be strong

just look into your heart my friend

that will be the return to yourself

the return to innocence.

Ecco, adesso quello che ci vorrebbe è un bel ritorno all’innocenza. A questa canzone facile e stupida, semplice e vera. Che quantomeno creava una bella atmosfera con le ragazze e si passavano bei pomeriggi al caldo d’estate, senza troppi pensieri.

Che ne dite, torneremo al periodo della nostra innocenza?

8 pensieri su “un enigma per voi

  1. 1993 anno difficile
    16 anni e iniziava la mia vita da sola fuori casa…la musica e gli amici (la mia vera famiglia) nel cuore a darmi coraggio e speranza 🙂
    me la ricordo bene questa canzone come mi ricordo i negozi di disci…per chi è di Milano e provincia si ricorderà il MARIPOSA.
    E vogliamo parlare dei walkman..le vecchie e care cassettine..ADORO ❤
    che ricordi, che poi dai..quando sono arrivati quelli con il cd un po' si rimpiangevano perchè quelli con il cd se ti muovemi un attimo di + si impallavano e saltano, ti ricordi?
    Torneremo al periodo della nostra innocenza? bella domanda..
    non credo sarebbe giusto abbandonare quel poco di saggezza che gli anni ci regalano..io spero che la vita ci regali la giusta serenità per permetterci , di tanto in tanto, di tornare ad essere innocenti..ripescare il fanciullo che è in noi…che è sempre li..diciamolo..e sarà giovane, sarà ingenuo ma è parte di noi e spesso ci aiuta ad essere migliori e ancora sa insegnarci qualcosa.
    Dolce notte
    Antonella

    • Mi piacciono tantissimo i commenti così lunghi ed articolati ❤
      Avevo un lettore cd a quei tempi, era un Philips. La più grande sòla comperata dai tempi degli occhiali ad infrarossi. Funzionava poco e male, solo se riposto immobile su un piano e consumava più batterie di un robot!
      Ma a dire il vero io non rimpiango il walkman, rimpiango solamente i pomeriggi passati senza pensieri, con gli amici, le ragazze. Quella sensazione leggera di innocenza.
      Non voglio abbandonare la saggezza, ma vorrei sapermene staccare quando serve, senza rimpianti e senza peso. 😉

      Buonissima giornata!

  2. Bellissimo il tuo blog. Mi piace come scrivi, ti seguirò volentieri. Alla tua domanda che rispondere? Forse sì, forse torneremo a quel mondo “d’innocenza”, forse siamo troppo stanchi di tutto e chissà se questo farà uscire in qualche modo il “fanciullino” che c’è in noi. La tua domanda però mi ha riportato dei passi dell’età dell’innocenza di Blake
    “Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
    E un Cielo in un fiore selvatico,
    Tenere l’Infinito nel cavo della mano
    E l’Eternità in un’ora.”

  3. Ecco, io al massimo faccio citazioni dagli Enigma o da Vaime e tu mi porti al cospetto del vecchio Willy. Credo proprio che dovrò alzare il tiro dei miei riferimenti culturali! 🙂
    Grazie mille dei complimenti, anche il tuo blog è bellissimo, lo consiglio proprio a tutti!

  4. Oddio che canzonaccia di melma che mi hai ricordato!!! L’unica vera cassettina nel mio Walkman Sony era Nord Sud Ovest Est. Ricordiamo Mauro Repetto: http://www.youtube.com/watch?v=znKDzQexgcY

    L’ innocenza c’è sempre, ogni volta che ascolti musica che ti eri dimenticato o mangi qualcosa che non assaporavi da 20 anni…

    Non c’è bisogno di inseguirla, basta fermarsi, torna da sè. 🙂

  5. Anche gli 883 hanno fatto dei capolavori dell’orrore niente male, ma che ti posso dire, io sognavo di più con gli enigma!
    Però devo dire che quest’idea dell’innocenza che c’è sempre e che torna da sé è davvero bella, anzi addirittura affascinante! E se la uniamo al ‘fanciullino’ di pascoli di cui parlava Laura, diventa un bel miscuglio intrigante. Non so se è vero, ma è intrigante!

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