il futuro spiegato ai miei coetanei

Oggi ho pensato al mio futuro. O forse più esattamente il nostro futuro.

Perché quando ero piccolo il futuro non lo vedevo nemmeno e qualcuno direbbe che non mi spaventava. In realtà non lo conoscevo. Con il tempo ho iniziato a conoscere il passato, con i suoi ricordi belli e brutti, con le sue nostalgie e con il suo prezzo sia nel bene che nel male. Infine ho conosciuto il presente che forse rimane una delle cose più belle nel momento in cui riesci a sentirlo scorrere, a viverlo al meglio, a costruirlo giorno dopo giorno.

Ma adesso quello a cui voglio pensare è il futuro.

Il futuro puoi solamente costruirlo, immaginarlo, sognarlo, realizzarlo, pensarlo, renderlo presente. C’è chi immagina un nuovo progetto, chi sogna una nuova vacanza, chi pensa ad una vita emozionante con la persona che ama.

Ed in ognuno di questi casi, è necessario lottare per conquistare la propria fortuna.

Molti di noi hanno demandato il proprio futuro ad altri, attraverso una scelta cosciente o meno. Talvolta è persino una scelta obbligata. Alcuni preferiscono non preoccuparsene (e va benissimo), altri non ne sono nemmeno coscienti. Ma il mio timore più grande è quello di girarmi ad osservare il mio passato, un giorno, e pentirmi per tutto quello che non ho fatto e soprattutto non ho voluto fare. Credendo di non avere tempo, pensando di non essere capace o semplicemente lasciando che scivolasse nel dimenticatoio.

Il fatto è che perdiamo continuamente le occasioni. Preferiamo guardare la tv o commentare X-Factor piuttosto che cucinare un buon piatto che richiede pazienza; trascorriamo tempo nelle sale di aspetto leggendo le riviste di gossip invece che un buon libro; siamo colmi di informazioni inutili (l’ultimo ‘spettacolo’ di Belen, il cappellino giallo della duchessa di York, il numero di nei di Bruno Vespa, la circonferenza di Giuliano Ferrara, la nuova linea d’abbigliamento di Lapo Elkan) mentre non sappiamo come si chiama e come si sente il nostro vicino di casa, il nostro panettiere, il ragazzino che vive nel palazzo di fronte.

Ci proteggiamo dagli altri e dal futuro attraverso strati di informazioni inutili che però hanno il pregio di farci sentire vivi. E’ solamente una vita apparente. Superficiale.

Se solo vogliamo, sappiamo essere molto vivi e creativi. Lo vedo (vediamo) nella vita di ogni giorno. In una foto scattata all’improvviso, in una lettera inviata ad un amico, in una pianta verde e ben curata, in una cena improvvisata, in una colazione con delle persone speciali, in un lavoro ben riuscito, in un sorriso la mattina presto o la sera tardi. Queste sono le basi per un bel futuro.

E voi, quali basi mettete nella vita di ogni giorno?

3 pensieri su “il futuro spiegato ai miei coetanei

  1. Le basi che cerco di mettere nel mio molto piccolo:
    1. leggere, anche solo due righe, o costruire qualcosa, anche solo per un minuto, la sera quando sono stanca e avrei tanta voglia di abbrutirmi davanti alla tv;
    2. far vedere a mia figlia “Kiriku e la strega Karabà” (http://www.youtube.com/watch?v=qurFfJWSRus&feature=related) o “Principi e Principesse” (http://www.youtube.com/watch?v=3UhrAhUQozc) invece che Disney Channel o “Toy Story” invece che le Winx;
    3. lavorare (e guadagnare, e comprare) di meno per costruire e godere la nostra famiglia …
    4. costruire lanterne e sfornare biscotti raccontando la leggenda di san Martino, invece che comprare una zucca di plastica a pile.
    Precisazione: non avrei niente contro Halloveen se non fosse che qui da noi è SOLO la festa dei negozi 99cent!!! E se non fosse che riempiono la scuola di fantasmi, ragnatele e zucche, e poi a tua figlia che riporta a casa il pipistrello di cartone dici: ” Molto carino! E dimmi, cosa sarebbe questo Halloween?” e lei non sa rispondere!!! E’ proprio questo il problema del futuro, non ci preoccupiamo di avere risposte, significati: si tagliano via le domande, le radici, la cultura, la riflessione e pertanto non si hanno direzione, meta, aspirazioni, né obbedienze o contestazioni … si è come naufraghi drogati, nella nebbia, al massimo alla ricerca di una corrente a cui abbandonarsi. Ma qualcuno conserva ancora un po’ di coscienza di sé, conosce le stelle, e può ancora disegnare una rotta. Qualcuno si costruisce ancora i remi e cerca di usarli per sfidare all’occorenza la corrente. Facciamoci coraggio! … ops, scritto troppo?! Mi hai stimolato!!! ; )))

  2. wow! un commento lungo e stimolante era proprio quello che speravo di suscitare in tanti che leggono il blog. E contemporaneamente hai lanciato un sacco di altri argomenti. Che richiedono più tempo per rispondere ed un po’ di riflessione. Quindi ritornerò a rileggere e commentare e troverai i tuoi spunti in qualche post futuro, ci puoi scommettere! thanks! 😉

  3. Pingback: il confronto | ruadellestelle

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