ho le orecchie piene di …

Una domenica può essere piena di suoni. Ci sono quelli della sveglia, che purtroppo nonostante sia un giorno di festa, è sempre troppo presto.
Ci sono i suoni della radio che ti accompagna al lavoro, gli uccellini che cinguettano, il caffè che sale nella caffettiera, il rumore delle colazioni, gli accenti diversi di chi arriva e chi parte.
Ci sono i suoni della piscina e dei bambini che strillano nuotando e tuffandosi.
Ci sono i suoni del pranzo, le forchette, i piatti e tutto il resto.
Ci sono i suoni del riposo, con l’aria fresca che fruscia fra le tende.
Poi arriva la sera. Il suono delle campane, degli aperitivi, delle chiacchiere sussurrate e gridate, dei piedi che camminano sul selciato.
Ma questa domenica è stata particolarmente densa di suoni. Una processione ha attraversato il centro per onorare un santo. Le chiarine squillavano note altissime ed insieme ai tamburi urlavano il loro appoggio alle squadre degli sbandieratori. Qualcuno cantava all’angolo di una strada, in lontananza arrivavano i botti cupi dei fuochi d’artificio.

Fra tutti questi, il suono che preferisco è quello delle campane. E’ un suono quotidiano che si può sentire solo quando c’è più tranquillità. D’estate segna l’arrivo della sera, del fresco e la fine del lavoro. Annuncia il momento del riposo. Mi fa pensare ad una lenta processione di giorni, che si susseguono come i rintocchi. Il suono è cristallino, bronzeo. Rassicurante.

La vostra domenica che suono ha?

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